Monica Dengo
Calligrafia, contro disegno, contro scrittura a mano - Yu-ichi
Calligrafia, contro disegno, contro scrittura a mano - Yu-ichi

Credo sia importante per l'artista calligrafo individuare le differenze tra approccio grafico, approccio calligrafico e quell'approccio gestuale e libero della scrittura a mano che ancora non ha una chiara definizione e quindi continua a prendere in prestito nomi di volta in volta. Approccio spontaneo, quello della scrittura, che non vuole inserirsi in nessuna definizione. E cerchiamo di capire la differenza: l'approccio grafico alla calligrafia è il più preciso, quello che ci porta a produrre font, ma anche il lettering scolpito sulla pietra o quello disegnato. L'approccio calligrafico è quello più tipico: il virtuosismo di un segno ammaliante, che attrae per la sua bellezza, per la sua grazia, per la sua eleganza e infine l'approccio della scrittura a mano.

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La caratteristica di quest'ultimo segno è il suo essere assolutamente spontaneo e quindi portatore, più di tutti gli altri, delle pulsioni e del gesto umano. Questo approccio riconosciuto dall'arte contemporanea molto più di quello calligrafico, è il più onesto, il più carico di significati, il più vicino all'essere umano. La scrittura quotidiana, quella che rischia di scomparire ma che tutti ancora usiamo e cerchiamo e non vogliamo perdere, è questo approccio. Eppure questa scrittura quotidiana è il diretto risultato dei millenni di storia della scrittura nei quali si inserisce anche quel glorioso periodo a cui noi calligrafi continuamente attingiamo (dall'Impero Romano al Rinascimento).

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Credo che il lavoro di alcuni calligrafi contemporanei voglia avvicinarsi a questo approccio, almeno tenti di farlo. Ma non è facile. La difficoltà sta nel fatto che questo gesto è totalmente anarchico, può essere fatto da tutti e quindi ... non bisogna certo essere esperti calligrafi per farlo, anzi lo fanno meglio quelli che di calligrafia non conoscono proprio nulla. E allora? E allora lo spazio per la ricerca c'è, eccome!

Ricordo un video che vidi qualche tempo fa sul calligrafo Giapponese Yu-ichi Inowe un calligrafo Giapponese scomparso nel 1985 www.japan-art.com . Il suo lavoro era la scrittura a mano di cui parlo e i suoi lavori sono così carichi di significato da lasciarci senza fiato. Sono un grido disperato e sono straordinariamente capaci di comunicare tutta la loro intensità anche ad una occidentale come me che non riesce a leggere nessun significato verbale in quei segni urlati.

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Ciò che Manfredo Massironi esprime nel suo articolo "Il Piacere di Mostrare e Guardare le Parole" (Codici 1, Thomas Ingmire 2003) spiega e orienta il lavoro del calligrafo, ma la scrittura a mano è l'onestà del gesto: " E' stimolante, e forse non inverosimile, pensare che la calligrafia sia quella componente della scrittura che ha ereditato l'antica indipendenza dalle parole. Si capirebbe allora perché la calligrafia si sia spesso divertita a mettere in difficoltà le parole rendendone difficile la lettura. La ragione risiederebbe nel bisogno di recuperare alla scrittura uno spazio maggiore per le componenti visive, riducendo quello delle componenti verbali.  E questo scopo è raggiunto quando la calligrafia riesce a sedurre, con la malia dei suoi caratteri, l'attenzione del lettore, sviandola e allontanandola dal testo." La calligrafia dunque è un meditato lavoro di seduzione, la scrittura a mano o la grafia, invece, non sono meditate e nascono da un bisogno profondo di comunicare il proprio intimo. Ciò che hanno in comune la calligrafia e la scrittura a mano, è lo spazio dato alle componenti visive. Uno spazio che nel caso di Yu-ichi, ai miei occhi è totale. Pura esperienza visiva che coinvolge tutto il mio essere.

Concludo affermando che la scrittura a mano può essere praticata con l'intento di renderla veramente comunicativa delle pulsioni umane, capace di toccare l'animo profondo della persona, ma essa richiede onestà e coraggio, soprattutto il coraggio di accettare gli errori e la continua ricerca.

 

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Biografia Monica Dengo Calligraphy

Il mio interesse per la scrittura riguarda soprattutto la comunicazione visiva del segno gestuale, scritto a mano...
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